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Postproduzione nella fotografia Newborn

10 Settembre 2015

Oggi vorremmo parlarvi di postproduzione, una parte fondamentale del nostro meraviglioso lavoro.

Hai scattato la tua immagine, hai finalmente premuto il pulsante dopo le mille valutazioni che ogni fotografo è chiamato a fare, hai considerato da dove arriva la luce, quale diaframma usare, la sensibilità ISO, tempi, temperatura colore ecc, sei finalmente pronto a scaricare la tua immagine sul pc…e quando la vedi finalmente sul tuo schermo bello grande, un’ondata di delusione ti colpisce con uno schiaffo che non ti aspettavi. Non è minimamente paragonabile a quelle che tanto ammiri, che ti hanno fatto innamorare della fotografia come forma artistica, quelle a cui punti dal primo giorno in cui hai preso la macchina fotografica in mano e hai deciso di provarci.

E ti domandi perché, come sia possibile.

Beh, che tu abbia scattato in RAW oppure in JPEG i file che la tua macchina sforna vanno sempre considerati un punto di partenza, materiale grezzo da lavorare con sapienza per arrivare al risultato finale.

I software di foto ritocco  a lungo considerati alla stregua di strumenti di distorsione della realtà, sono oggi parte integrante del processo di sviluppo dell’immagine, anzi sono proprio loro che svolgono il compito una volta appannaggio della camera oscura, lo sviluppo dell’immagine.

Ed è qui che si gioca una parte fondamentale del nostro flusso di lavoro, in questa fase l’immagine piatta e scolorita prende vita e si trasforma, è (anche) questo uno dei momenti in cui si crea il divario artistico tra un grande fotografo e il fabbricante di istantanee.

Chi padroneggia la post produzione è un passo avanti, ma cosa si intende per post produzione? Ci sono molti tipi di interventi che è possibile fare con i software di foto ritocco, dalla semplice gestione del colore, rimozione delle imperfezioni della pelle, interventi più elaborati come ricostruzione di sfondi, viraggi in bianco nero e altro ancora fino ad arrivare all’uso distorto come fotomontaggi malfatti, e altre oscenità.

 

Ma nello specifico quali sono gli interventi che andrebbero eseguiti su una fotografia Newborn?

 

  • La pelle – Non tutti i neonati hanno una pelle perfetta, soprattutto i primi giorni di vita. Alla nascita infatti il fegato del bambino non è completamente formato, questa sua “immaturità” è responsabile, oltre che di un leggero ittero, anche di fastidiose e inestetiche imperfezioni della pelle che è bene rimuovere. Ma non è l’unico intervento necessario sulla pelle di un neonato, che normalmente è satura di rosso, soprattutto sul viso ricco di vasi sanguigni e in special modo se durante la sessione ha una stufetta puntata contro che aumenta la sua circolazione sanguigna. Un colore della pelle naturale è fondamentale per un corretto equilibrio cromatico della nostra immagine. Tempo fa vi abbiamo regalato un’azione per photoshop che vi permette di correggere l’aspetto della pelle mantenendola naturale, potete leggere l’articolo e scaricarla QUI
Ph. Laetitia Farellacci - InArteBebe
Ph. Laetitia Farellacci – InArteBebe
  • L’inquadratura –  Capita spesso, magari dopo aver sudato le famose 7 camicie per raggiungere la posa corretta, di scattare al volo, concentrandosi solo sulla messa a fuoco e preoccuparsi della scelta del taglio dell’immagine in un secondo momento, davanti al computer. Scegliere il giusto taglio è importante perché potete decidere se rendere un’immagine statica, posizionando il soggetto proprio al centro, oppure se aggiungere dinamicità posizionandolo di lato. Un’inquadratura indovinata impreziosisce la foto e se è vero che il cliente finale può non notare questo dettaglio in modo conscio, il risultato finale risulta più piacevole.
Ph. Silvia Moioli - Silvia Moioli Photography
Ph. Silvia Moioli – Silvia Moioli Photography
  • Lo sfondo – Lo sfondo, spesso trascurato e poco considerato gioca un ruolo fondamentale in una fotografia newborn, ma possiamo dire in tutte le fotografie. E’ di solito una parte sostanziosa della nostra immagine ed è spesso costituita dalle coperte su cui abbiamo posato il nostro soggetto o dai materiali su cui abbiamo appoggiato il nostro bambino. E’ quindi l’elemento che decide il tono cromatico della nostra immagine, il suo colore complessivo. Scegliere lo sfondo del colore giusto e con la giusta texture aiuta molto, soprattutto se in seguito abbiamo in mente un viraggio in bianco nero. Le coperte usate come fondali fanno però molto spesso delle pieghe se non tirate adeguatamente (io personalmente le odio!). Queste rappresentano piccoli difetti che possono essere eliminati con timbro clone, a volte in maniera semplice, altre in modo più complesso. Come sempre in fotografia è buona regola pensarci prima per evitarsi poi lunghe fasi di post produzione.
Ph. Michela Magnani - Michela Magnani Photography
Ph. Michela Magnani – Michela Magnani Photography
  • La nitidezza – Questo aspetto è vasto a sufficienza da meritarsi un articolo a se stante, è abbastanza tecnico e dipende da molti fattori l’uso che ne dovremo fare (web o stampa) la dimensione della stampa che andremo ad effettuare, la distanza alla quale la nostra foto verrà guardata ecc.in linea generale Photoshop ci offre gli strumenti per aumentare la nitidezza “percepita” della nostra immagine grazie al filtro maschera di contrasto presente sotto il menu “filtro” oppure “filter” per chi ha photoshop in inglese. Il file così come viene aperto e poi elaborato richiede sempre una l’applicazione del filtro maschera di contrasto prima di essere salvato in quanto quasi tutte le macchine fotografiche sono dotate di un filtro anti alias necessario a ridurre alcuni disturbi ottici in fase di ripresa, soluzione però che paga un calo di nitidezza del file acquisito che viene compensato in post produzione dall’applicazione del filtro nitidezza.
Ph. Martyna Ball - MyBabyBook
Ph. Martyna Ball – MyBabyBook
  • Il colore – Non poteva mancare tra le cose importanti la gestione del colore, fase in cui davvero si può fare la differenza in termini artistici (e dove si possono fare anche molti danni). Come primo suggerimento comprate una sonda per calibrare il vostro monitor, non avere un punto di riferimento cromatico ben definito è davvero un pessimo modo di iniziare il vostro flusso di lavoro. Un altro consiglio poi è quello di non esagerare con la saturazione dei colori, una post pesante ed invasiva è brutta e pacchiana; distoglie l’attenzione dal soggetto e denota scarsa padronanza del software di foto ritocco.  Ci sono in commercio molte azioni per photoshop o lightroom che possono fornire un buon punto di partenza su cui lavorare per arrivare al risultato finale. Per il resto la scelta del tipo di post produzione è molto soggettiva e ognuno di noi deve trovare l’equilibrio giusto in modo da sfruttare questo aspetto per fare emergere il proprio stile.
Ph. Anna Bussolotto - adphoto
Ph. Anna Bussolotto – adphoto

L’articolo vuole ovviamente fornire delle linee guida su cui ragionare, arrivare a padroneggiare tutti gli aspetti non è cosa da poco e spesso richiede anni di prove e tentativi per arrivare a quello che sarà il TUO stile. Cerca nel tuo hard disk un’immagine dell’anno scorso e studiane la post produzione, ti accorgerai di quanto sia cambiata in un anno soltanto. Questo significa che la fase di ricerca del tuo stile è ancora in corso, possono volerci anni, potresti non riuscirci mai e continuare a scopiazzare in giro qua e la come si vede fare spesso, ma se investi tempo nella formazione del tuo stile di post produzione avrai creati la tua personale identità, che è quanto di più prezioso un fotografo possa avere.